
martedì 30 novembre 2010
I proverbi sul Tempo

mercoledì 17 novembre 2010
Essere o non essere: anche l'impossibile merita studi scientifici...

mercoledì 2 giugno 2010
La Filosofia come Passione inutile
Se la Filosofia, almeno quella che è più teoretica e da tempo immemore affronta l'arduo problema della significatività dell'esistenza, arriva a dirsi seconda rispetto alle possibilità del linguaggio poetico (Heid.) di comprendere l'"essere", se è così a che serve ?
Se la Filosofia, quale Critica delle possibilità conoscitive dell'uomo , è radicalmente pessimista, sulle capacità teoretiche dell'umano genere, allora a che serve ?
Dico e scrivo solo questo, in realtà pensando che un'utilità c'è, una meraviglia da annoverare tra i risultati del filosofare , c'è pure.
Ma forse l'essere inutile della filosofia più teoretica, è il suo vantaggio ed il suo pregio. Cerchiamo di capire perchè...........Se qualcuno vuol dire la sua potrebbe venir fuori una riflessione interessante.
lunedì 1 febbraio 2010
La religione di Avatar? È nata in Piemonte

Nell'incredibile film di J. Cameron è rappresentata una grande contrapposizione: quella di un mondo tecnologico e metallico, ma in realtà rozzo e sensibile solo al profitto e, sull'altra sponda, quella di un popolo che vive in un pianeta fantastico. I Na'vi credono nella ricchezza e nella diversità della Vita, nello sviluppo della Coscienza capace di comunicare con l'intera esistenza attraverso le altre specie viventi.
Cosa che tra l'altro ha fatto preoccupare il Vaticano dicendo che è un film che confonde sulle “vere Verità”, quindi da non vedere. Addirittura in Cina è proibito, seppur sembra che tra i giovani circolino molte Copie piratate.
I commenti a questo film saranno tanto numerosi quanti coloro che l'hanno visto, essendo un'opera destinata a lasciare una impronta storica nella storia del cinema, e non solo.
Tra i tanti commenti, mi piace riportare qui quello di Massimo Introvigne che, per sua collocazione sicuramente non fa parte di movimenti spirituali innovatori. Vedete un po' voi....
La religione di Avatar? È nata in Piemonte di Massimo Introvigne
I Na'vi, i pacifici abitanti del pianeta Pandora sono attaccati da mercenari terrestri al soldo di una multinazionale; un'ovvia metafora di tutti i "diversi": e il messaggio è che i "diversi" sono sempre e comunque migliori di noi.
Ma il fatto - come hanno notato molti critici cristiani negli Stati Uniti - è che la superiorità morale dei Na'vi deriva dalla loro religione, che lo spettatore è indotto ad ammirare e condividere. Questa religione è superiore a quelle dei terrestri, insegna il film, perché non divide ma unisce. Perché non è dualista, ma monista, non distingue fra Creatore e creature e venera Eywa, la Madre o il Tutto, una sorte di mente collettiva dell'universo che lo rivela come una rete fittissima di interconnessioni.
Tutto è collegato con tutto, e le sciamane Na'vi compiono prodigi, guarigioni comprese, perché riescono a penetrare in queste linee di collegamento e ad entrare in sintonia con Eywa. Il nome classico di questa religione - non usato nel film di Cameron - è panteismo: ma si tratta di un panteismo rivisitato in salsa ecologistica e New Age. Il riferimento al New Age è ovvio, e convince di più dell'ipotesi - che in India è arrivata fino alla prime pagine dei quotidiani - di vedere nella religione dei Na'vi una variante neppure troppo modificata dell'induismo. L'espressione "New Age" indica tuttavia un genere, non una specie. I gruppi New Age sono moltissimi, e abbastanza diversi tra loro.
Chi ha qualche familiarità con questo mondo di fronte ad Avatar non può fare a meno di notare che il gruppo New Age che si avvicina di più alle idee dei Na'vi non sta negli Stati Uniti ma in Italia, in provincia di Torino. È Damanhur, il centro "acquariano" fondata nel
Le somiglianze sono sorprendenti. Come il tempio sotterraneo di Damanhur, il centro del potere e della spiritualità dei Na'vi è nascosto: in un enorme albero. Come i damanhuriani, i Na'vi hanno una loro lingua sacra, il cui uso sia nel film di Cameron sia a Damanhur in Valchiusella aiuta a segnare la differenza con chi non fa parte della comunità. Sia i Na'vi sia i cittadini di Damanhur sottolineano il valore dell'appartenenza un "popolo" che non è solo etnica ma iniziatica e - come dimostra il caso stesso del protagonista del film - volontaria. I damanhuriani si salutano, riconoscendo la comunione profonda che regna fra loro, con le parole "Con te", non con il consueto buongiorno; lo stesso fanno i Na'vi dicendo "Ti vedo". A Damanhur ogni fedele stabilisce uno speciale legame - bilaterale - con un animale, di cui prende il nome. Tra i Na'vi ogni guerriero o guerriera diventa tale scegliendo un animale alato da cavalcare ed essendone nel contempo scelto. Il cittadino di Damanhur, scrive il fondatore Airaudi, diventa "goccia cosciente di sé e di tutte le altre gocce formanti il mare dell'Essere". I Na'vi sarebbero d'accordo. Sia i Na'vi sia i damanhuriani credono panteisticamente in un grande Tutto dove ogni manifestazione della natura e della vita è in collegamento con tutte le altre. Come i Na'vi, i damanhuriani cercano di interagire con queste connessioni - anche attraverso l'uso di speciali simboli - ottenendone, o così dicono, risultati anche in campo terapeutico.
Si capisce - negli Stati Uniti e altrove - la diffidenza delle Chiese e comunità cristiane, per cui il panteismo e la negazione della differenza ontologica fra il Creatore e il creato sono nemici secolari che oggi ritornano con il New Age. Ma finora non sono stati in molti a vedere l'origine di questa nuova religione hollywoodiana molto vicino a casa nostra, in Valchiusella.