martedì 11 novembre 2008

io, il pensiero, Pascal e......Steiner


Cari cenacolanti del martedì (uno si e l’altro no),

invitato dal gruppo a presentare martedì 18 novembre il volume da me proposto come prossima lettura: “Dieci (possibili) ragioni della tristezza del pensiero” di G. Steiner – ed. Garzanti, ho deciso di condividere con voi prima dell’incontro la (possibile) ragione per la quale ho sentito il bisogno di confrontarmi alle cenette sui contenuti del breve saggio in questione.
Dell’Autore e del testo vi parlerò martedì 18, oggi mi propongo di raccontarvi alcuni frammenti autobiografici: Studente universitario in Chimica pura (indirizzo chimico-fisico) più di quaranta anni fa, non mi accontentavo di pensare che la realtà fosse solo frutto dei risultati di teorie matematico-fisiche pensate razionalmente e verificabili sperimentalmente ma che potesse essere il risultato anche di percorsi che derivavano non da processi del pensiero razionale ma anche dall’irrazionale. Lo studio della fisica relativistica prima e della fisica quantistica poi mi confortavano in questa mia tesi, condivisa peraltro da molti, e la biografia di alcuni scienziati protagonisti delle scoperte cosmologiche e di fisica delle particelle lo confermavano (da Enstein a Pauli e Heisemberg e a molti altri) come pure alcuni miei approcci (molto dilettantistici) alla psicologia analitica (Jung e i suoi archetipi in particolare).
Ecco che fui “intercettato” da Blaise Pascal e dai suoi “Pensieri” ; chi era Pascal lo sapete tutti: un grande scienziato vissuto nel XVII secolo che raccontò nei suoi “pensieri” la sua grande conversione filosofica e religiosa. Vi trascrivo alcuni passi:

“L’uomo non è che una canna, la più debole della natura ma è una canna pensante………un vapore, una goccia d’acqua basterebbe a distruggerlo e anche se ciò avvenisse l’uomo sarebbe ancora più grande rispetto all’Universo perché sa di morire e conosce la superiorità dell’Universo su di lui; l’Universo invece non ne sa nulla………. Tutta la nostra dignità quindi consiste nel pensiero!.......... .l’Universo mi circonda e mi inghiottisce come un punto; mediante il pensiero, io lo comprendo.”

E ancora,

“Conosciamo la verità non solo con la ragione ma anche col cuore ed è in questo secondo modo che conosciamo i primi principi e inutilmente il ragionamento, che non vi ha parte, s’industria a combatterli……… infatti la conoscenza dei primi principi è più solida di qualunque altra che ci viene dal ragionamento…. I PRINCIPI SI SENTONO, LE PROPOSIZIONI SI DEDUCONO (il maiuscolo è mio!) ed è inutile e ridicolo che la ragione chieda al cuore di dare prove dei primi principi quanto sarebbe ridicolo che il cuore chiedesse alla ragione un sentimento di tutte le proposizioni. Anzi volesse il cielo che non avessimo mai bisogno della ragione e conoscessimo tutto per istinto e per sentimento! Ma la natura ci ha negato questo dono anzi ci ha concesso pochissime conoscenze di questa specie; tutte le altre non si possono acquistare che col ragionamento!”

mi soffermo spesso sul significato di pensiero e quando mi imbattei su Steiner………………..

mi fermo qui, vi ringrazio e……..alla prossima puntata! (martedì 18)……a proposito non ho mai lasciato questo percorso intellettuale cominciato quaranta anni fa e per dirla con un grande giornalista laico del passato : “quaesivi et non inveni”

Armando Caccamo

1 commento:

alberto.spatola ha detto...

Giusto per animare la discussione in questo Blog che langue un pò troppo, faccio mie le riflessioni di Armando Pascal ( sintetizzo i 2)e sopratutto mi piacciono le riflessioni sull'uomo canna pensante, sul sentire con il cuore i principi ed i valori, e sul non negare l'importanza del pensiero e delle proposizioni. Sono curioso di conoscere Steiner....