
Adolf Hitler, è morto di cancro nel 1984; il potere assoluto è stato formalmente assunto da Heinrich Himler, ma subito ceduto, per le pari precarie condizioni di salute di quest’ultimo, a Joseph Göring, 54 anni, figlio secondogenito del temibile Herman. Joseph ha saputo abilmente fare carriera nel Reich, come si richiede ad un ottimo ariano rampante.


Mentre si reca nell’Area 51, Joseph è pensieroso. Sa che lo attende una trattativa difficile. Gli Alieni di Nibiru sono decisi a dare una ulteriore ripulita al mondo, e per far questo hanno già dato le istruzioni per far sì che solo una piccolissima dell’umanità sopravviva alla catastrofe.
Gli tornano in mente, come ogni volta che si trova a dover fronteggiare i potenti alleati cosmici, i miti Sumeri sul diluvio, e le precisissime previsioni dei calendari Maya, gli altrettanto precisi calcoli cosmici degli antichi Egizi, con il loro enigmatici bassorilievi dove erano stati chiaramente rappresentati...


Göring rivede nella sua mente, ad una ad una, le magiche reliquie più potenti della terra, quelle che sono state ritrovate grazie all’opera incessante di Hitler: la lancia di Longino, la Sindone, L’Arca dell’alleanza, la coppa del Graal. Sa che la svastica adesso domina su tutto il mondo, e che i forzieri Ariani ritrovati negli altopiani dell’Iran sono stati aperti e svelati dai nazisti, in cerca dei poteri occulti. Ma sa anche che tutti questi magici segreti, e le potenze ad essi collegate, sono stati obbligatoriamente ceduti agli Anunnaki, i potenti alieni di Nibiru, in cambio della tecnologia bellica necessaria alla vittoria.

Quando giunge all’Area 51, in pieno deserto americano, è ormai sera. Rivede i temuti ed incredibili bagliori, sulla cima della collina artificiale. Come al solito, le astronavi di Nibiru lo hanno preceduto.


Questa volta però non si presenterà il Dio in persona, e non si accenderanno i consueti fuochi azzurri che ardono da soli. Egli, il cui vero nome rimane segreto ed impronunciabile (Egli-è-colui-che-è), sarà rappresentato da uno dei membri dell’Alto Consiglio dei Vortici.
Appena entrato del salone riservato, ecco che Göring si vede comparire davanti all'ambasciatore, mentre questi lo stava aspettando seduto nell’immenso divano rosso in pelli animali, costruito per lui su misura. Ogni volta è un tuffo al cuore. Non è simpatico vedere un individuo alto 5 metri e largo 2, come non sono rassicuranti le sue fauci, un po’ rettiliane, un po’ cetacee.


Viene attivato il sistema di traduzione simultanea, che permette lo scambio tra frequenze udibili e ultracorte. I sibili, altrimenti incomprensibili, che Zantecptu emette molto velocemente per comunicare. Le luci degli ambienti cominciano a variare all’unisono, generando effetti fantastici di radiazioni in parte sconosciute, non rivelate alle tecnologie umane.
Joseph credeva di andare all’incontro per poter trattare una condizione che fosse un minimo vantaggiosa, od almeno onorevole. Invece, senza esitazione, Zantecptu chiede la verifica dell’immediata attivazione dell’esperimento della nuova Arca, che i nazisti hanno dovuto realizzare in fretta e furia. Alcune imbarcazioni di grande mole dovranno resistere, in un apposito grande laboratorio di prova, ad onde alte 150 metri, senza essere travolte, dilaniate ed affondate. Su di esse, alcune specie selezionate del pianeta troveranno posto, all’interno di piccoli bunker metallici, opportunamente sigillati. E’ preferibile questa soluzione a quella dei sommergibili, poiché gli oceani verranno spazzati fino al fondo da immani correnti, e quasi tutte le dorsali vulcaniche sottomarine del pianeta si riattiveranno in brevissimo tempo, contemporaneamente, facendo salire le temperature delle acque in modo insostenibile.









L’esperimento viene avviato, e le gigantesche onde cominciano a propagarsi nell’immenso hangar appositamente costruito e siggillato. Travolgono ogni modello del finto paesaggio; le navicelle scompaiono sotto la schiuma e ogni tanto riemergono, per poi essere sommerse l’istante dopo.

Nel frattempo, a migliaia di chilometri di distanza, vi sono modeste popolazioni che sono già a conoscenza di quanto sta per accadere. Stanno prendendo le loro precauzioni, cercando dei posti difendibili e delle risorse da utilizzare per la sopravvivenza. Ma questo Göring non lo sa, per lui è imprevedibile.
Centro Africa, settembre 2140° anno orientativo.
Siamo sempre nel medesimo piano parallelo che aveva visto i nazisti vincere il II conflitto mondiale.
Qualcuno è sopravvissuto dal Giappone, emigrando dalle isole prima che fosse troppo tardi. Da lì e da altr rari luoghi del pianeta, sparuti gruppi si sono rifugiati sui versanti del Kilimanjaro, ad altezze non inferiori ai 2000 m.
Qualcuno è sopravvissuto dal Giappone, emigrando dalle isole prima che fosse troppo tardi. Da lì e da altr rari luoghi del pianeta, sparuti gruppi si sono rifugiati sui versanti del Kilimanjaro, ad altezze non inferiori ai 2000 m.


I nuovi studiosi adesso si formano in modeste scuole dove si insegna un minimo di conoscenza, di storia, di scienze, di matematica. Però si tramandano i miti di quello che fu il diluvio universale.


Da lì è rinato il genere umano, che adesso studia il proprio passato, cercando di comprendere le tracce delle distruzione. I viaggiatori-cercatori non troveranno mai nulla, giacché tutto è stato distrutto prima dalle immense onde, poi dai ghiacci, ed infine sepolto sotto spessi strati di detriti vulcanici e meteoritici. Ed essi potranno solo immaginare ciò che fu, ma mai toccarlo con mano, perché se solo ne trovassero le briciole, queste sarebbero irriconoscibili. Le tracce di un umanità fragile, troppo labili per essere ricordate.
Un giorno non lontano i cercatori verranno in contatto, anzi in conflitto, con altri sparuti gruppi umani, che dopo molti secoli saranno nel frattempo discesi dalle pendici delle Montagne Rocciose, ritrovando le misteriose e maestose rovine dell’Area 51. Sia gli uni che gli altri si interrogheranno sul significato delle enigmatiche tracce, ma nessuno avrà risposta certa, credendo di essere stati i primi uomini nati in questo mondo. Per molti altri secoli ancora i Nibiriani taceranno, e si rifaranno vivi quando sarà il momento giusto, non volendo così contaminare i loro preziosi esperimenti sulla creazione dei popoli e delle razze.
I discendenti dei poveri sopravvissuti racconteranno che i loro avi furono due fratelli, uno nomade, l’altro stanziale, che un giorno si affrontarono a colpi d’ascia lungo le rive del fiume, o presso il limitare di un campo coltivato.
Un giorno non lontano i cercatori verranno in contatto, anzi in conflitto, con altri sparuti gruppi umani, che dopo molti secoli saranno nel frattempo discesi dalle pendici delle Montagne Rocciose, ritrovando le misteriose e maestose rovine dell’Area 51. Sia gli uni che gli altri si interrogheranno sul significato delle enigmatiche tracce, ma nessuno avrà risposta certa, credendo di essere stati i primi uomini nati in questo mondo. Per molti altri secoli ancora i Nibiriani taceranno, e si rifaranno vivi quando sarà il momento giusto, non volendo così contaminare i loro preziosi esperimenti sulla creazione dei popoli e delle razze.
I discendenti dei poveri sopravvissuti racconteranno che i loro avi furono due fratelli, uno nomade, l’altro stanziale, che un giorno si affrontarono a colpi d’ascia lungo le rive del fiume, o presso il limitare di un campo coltivato.

Ma non si potrà, in quel momento, sapere ancora se quella parola avrà trovato un posto nelle nuove lingue che saranno create in sostituzione del tedesco, ormai da tanto tempo cancellato.
5 commenti:
bello ! sembra un romanzo di Urania , che leggevo da piccolo con avida curiosità
a francesco il premio miglior grafica blog delle cenette
a francesco il premio miglior grafica blog delle cenette
avevo cestinato la lettura perchè la tecnica della slide door mi fa allergia. Ma la espressione di Alberto del ricordo della meraviglia infantile mi ha riportato sul testo. Guardato sino in fondo, rammarcandomi di non possedere i rimandi necessari, sono arrivata, alla fine, alla mia risonanza. La frase è " così l' uomo etc" Che è una frase paradossale sulla condizione di dipendenza e di conformismo umano da dove l' uscita è impedita dalla inconsapevolezza. Ma può farlo l' amore che è una amalgama confondente...servono insieme o appena dopo distinzione e individuazione
ciao maria ales
Bello ma impegnativo il racconto(e come dice Alberto, suggestive le immmagini che lo accompagnano). Ora mi rileggo tutto bene, sospetto che ne valga la pena.
La prima impressione è che le allegorie usate da Francesco Vitale rimandino a certe intuizioni gonostiche sul cattivo demiurgo, sulla Conoscenza- trasgressione, sulla libertà repressa dal Potere etc....
Mi inquieta che anche Francesco, come altri visionari con cui ho parlato, alluda ad una catastrofe che dovrebbe avvenire nel 2012: ho chiesto ad un mio amico che pratica l'esoterismo di essere più preciso quando vi allude ma lui ha continuato a glissare e ad essere elusivo. L'ho pregato di dirmi, almeno, se si tratterà di una catastrofe di proporzioni talmente grandi da potersi paragonare, per esempio, alla retrocessione del Palermo in serie B. Ha risposto che forse si tratterà di qualcosa di ancora peggiore: comincio ad essere veramente preoccupato...
Pietro Spalla
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